👉🏻 Operare per il recupero qualitativo e del decoro urbano sia delle piazze storiche che delle principali vie di ingresso alla città come, ad esempio, via Pistoiese

👉🏻 Ricostituzione di un ufficio espressamente dedicato al centro storico, nonché al decoro e verde urbano, ovvero all’illuminazione pubblica di monumenti e giardini, piazze e vicoli storici, eccellenze architettoniche, e beni culturali

👉🏻 Revisione degli strumenti urbanistico/edilizi, favorendo il rientro in centro storico di attività direzionali primarie e di nuove imprenditorialità artigianali, nonché di servizi “evoluti” all’economia dell’immateriale

👉🏻 Programmazione seriale, e ad ampio spettro temporale, su iniziative ed eventi che creino intorno a figure, quali Datini, Lippi, Zipoli, Benelli e Malaparte il fulcro e il rilancio dell’economia immateriale della cultura e dello spettacolo a Prato

👉🏻 Costituzione di un ufficio espressamente dedicato all’impiantistica sportiva, all’interno dell’assessorato ai lavori pubblici, ovvero costituzione dell’Assessorato allo Sport con autonomia tecnica ed economica

👉🏻 Valorizzazione del lungo fiume Bisenzio dalla Foresta a Mezzana, l’infrastruttura più importante, naturale e gratuita, che la città abbia per il tempo libero, lo sport, i collegamenti ciclo-pedonali fra nord ed est città, passando per il centro storico

👉🏻 Interramento in trincea della declassata da Mezzana al Soccorso, ovvero recupero della più grande area cittadina quale volano economico e per il tempo libero (ex-Banci, Le Fonti)

👉🏻 Decentramento di attività industriali, a partecipazione comunale e con criticità ambientali, in zone adeguate per il loro sviluppo futuro, sia a livello locale che sovralocale

👉🏻 Riapertura dei fascicoli e dei progetti acquisiti dal Comune su piazza Mercatale ed area ex-Misericordia e Dolce, rivalutando le proposte già emerse ed accantonate (sia frutto dei sapere esperti che diffusi, ottenute tramite concorsi e percorsi partecipativi)

👉🏻 NO all’ampliamento dell’aeroporto di Peretola

👉🏻 NO al biodigestore e del conseguente inceneritore dei fanghi a Baciacavallo, aprendo una seria disamina di come e dove realizzare infrastrutture strettamente necessarie per il bene di Prato, connesse al suo territorio, nei rapporti con gli altri Comuni e la Toscana

👉🏻 SÌ alle “Case del cittadino” dislocate nei 5 “quartieri” della città, ovvero dei reali presidi anche con sedi distaccate dei Vigili Urbani

👉🏻 Creazione del “Palazzo della memoria storica della città” in Palazzo Datini, con la contestuale integrazione museale con Palazzo Pretorio

👉🏻 Ampia e decisiva revisione del ruolo del Comune di Prato nelle sue partecipate (ad iniziare dal Pecci), anche fino ad ipotizzarne la fuoriuscita, ove necessario, col solo mantenimento delle proprietà immobiliari, ovvero liberalizzando al massimo tutti i servizi, così da renderli alla concorrenza

👉🏻 Ampia revisione dei regolamenti comunali razionalizzandoli e virandoli da “prescrittivi” a “prestazionali”, ovvero adeguandoli alle attuali esigenze socio economiche finalizzate alla massima semplificazione per cittadini, imprenditori, investitori, professionisti

👉🏻 Corretta agenda multiculturale, riconoscendo istituzionalmente le comunità presenti e coinvolgendole in percorsi che, se da una parte richiedono nuovi modelli di comportamento (da parte di tutti, stranieri e non), dall’altra si accolgano modelli culturali oramai parte del nostro passaggio storico

👉🏻 Contro il “capitalismo confuciano” non bastano né nuovi “regolamenti” comunali, né tanto meno nuovi “vigili di quartiere”, o di prossimità, ma un’agire politico integrato fra locale e nazionale, chiedendo alla “comunità cinese”, riconosciuta come tale, di essere co-partecipe della bellezza, della qualità e della ricchezza di Prato. Trent’anni sono già passati da quando non si è operato con “confuciana” saggezza. I prossimi dieci potrebbero essere “rivoluzionari”

 , , , , , , , , , , , , ,