Una giunta bloccata su 3/4 personse, non di più, che ha marginalizzato nuovamente tutte le risorse messe in campo purché Biffoni vincesse. Basti comprendere gli scontentati delle liste civiche, ma per nulla rappresantive in Giunta.

Una Giunta più chiusa della precedente, dove il potere del Sindaco aumenta, aumentando il potere intorno a pochi assessori chiave. Un BiffoniBis blindato nel palazzo che ha promesso mari e monti a tutti, a tutta la città.

A Prato il problema è assai semplice, ora che il giochino sta sfuggendo di mano per il palese degrado ambientale, socio-economico e urbano, ed ha due nomi chiari: “comunismo capitalista” e “capitalismo di relazione”. Per l’ex Partito Comunista, la città è stata il perfetto laboratorio per elaborare e portare a maturità – dopo il crollo del muro di Berlino 1989 – entrambi (anche grazie alla “comunità cinese”).

E’ questo binomio a creare palesi enormi sperequazioni fra i cittadini pratesi perché queste sperequazioni non sono il frutto del legittimo merito e delle competenze, ma delle “amicizie politiche”, di far parte “di una partecipata” o “della giusta associazione”, il che è l’esatto opposto di una comunità liberale che rispetta le regole vivendo tutta quanta nella legalità.

Il “comunismo capitalista” (non solo quello sino-confuciano, ma assai prima quello pratese) e il “capitalismo di relazione” sono infatti il frutto marcio e avvelenato del finto egualitarismo dell’attuale PD toscano e pratese (integrazionista per interesse). Un baluardo “legalizzato” di irregolarità e i privilegi, e per questo focolaio che genera ed alimenta l’enorme degrado in città.

Cosa e come farà Biffoni, dopo tutte le promesse, lo stiamo già vedendo con questa “giunta” versione blindata (“giuntina”).

Questo, invece, è ciò che vale per il sottoscritto: quel che serve a Prato è togliere il cappio del PD alla città (alle associazioni culturali, sociali e sportive in primis), dal collo delle imprese e liberare le risorse, i capitali umani e l’economia reale, smettendola di mortificare l’intraprendenza di tutti i pratesi, da chi si occupa di sociale sussidiariamente a chi pratica davvero sport con passione e meriti, dagli artigiani ai commercianti, dai micro, piccoli e medi imprenditori agli investitori che vivono di mercato vero e non fanno i finti imprenditori alle spalle delle coperture politiche del grande partito unico.

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